Alimentazione in gravidanza
La gravidanza rappresenta un importante momento della vita della donna, caratterizzato da intensi cambiamenti fisiologici che la accompagnano dal concepimento fino alla nascita del bambino.
Durante il periodo di gestazione vi è soprattutto un aumento della richiesta energetica, al fine di permettere un corretto accrescimento e sviluppo fetale e per mantenere il metabolismo materno. In caso di mancata o insufficiente assunzione di nutrienti, si potrebbe assistere a problematiche che interessano la salute del bambino, le quali possono perdurare anche nella fase adulta. Una dieta completa ed equilibrata sicuramente è utile per soddisfare i fabbisogni energetici di entrambi: considerando che il fabbisogno giornaliero di proteine (non in gravidanza) corrisponde a 0,8 g/kg, in caso di gravidanza la richiesta energetica proteica può raggiungere un range di 6 g/kg fino a 71 g/kg. Si preferiscono le fonti proteiche di origine animale con basso contenuto di grassi come pesce, carne magra, latte e latticini, legumi, uova, frutta secca, che contengono in aggiunta anche un adeguato quantitativo di vitamine e minerali utili in gravidanza (ferro, fosforo, iodio, e vitamine del gruppo B).
E’ consigliato anche una adeguata assunzione di carboidrati, che costituiscono il 55/75 % del fabbisogno giornaliero, tra cui le principali fonti sono rappresentate dai cereali, prodotti a base di farina, patate, legumi, ( limitando il consumo degli zuccheri semplici;) fondamentale e in aggiunta un corretto apporto di grassi, che costituisce il 30% dell’intake di macronutrienti giornaliero. ( Plecas Draga et A1,2014).
Oltre a un giusto apporto di macronutrienti, è essenziale assumere anche un giusto apporto di micronutrienti:
–ferro: il fabbisogno aumenta durante la gravidanza da 0,8 mg/die nel primo trimestre a 7,5 mg/die nel terzo trimestre. Il fabbisogno medio durante l’intera gestazione è di circa 4,4 mg/die. (Milman Nil,2006), la cui insufficiente assunzione o carenza, portano a anemia sideropenica, travaglio prematuro e un maggior rischio di parto con peso basso.
–i folati: fondamentali per la sintesi dei precursori pirimidinici degli acidi nucleici, sintesi di mitocondri e metabolismo degli aminoacidi. Una sua carenza può causare difetti nello sviluppo del tubo neurale nel feto e per prevenire tale rischio è consigliato infatti una assunzione di folati sia prima del concepimento sia durante le prime 12 settimane di gravidanza.
–iodio: la cui mancata o limitata assunzione può provocare ipotiroidismo congenito e problematiche a livello neurocognitivo.
–vitamine liposolubili A e D: raggiungono il feto direttamente per diffusione attraverso la placenta; in caso di carenza di vitamina D o una insufficiente esposizione alla luce solare, bisogna integrarne l’assunzione con dosi di 10 microgrammi.
–calcio: utile per lo sviluppo dello scheletro del feto e per mantenere la salute ossea materna e in caso di mancata o limitata assunzione, può causare preeclampsia, parto prematuro o eccessiva perdita di tessuto osseo nella madre. (Hacker Andrea N et Al, 2012).
Si riscontrano quindi problemi soprattutto in donne che già all’inizio della gravidanza sono sovrappeso, obese o malnutrite, rispetto a donne che rientrano nella categoria del normopeso. Le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (nei confronti delle donne sottopeso al momento del concepimento) sottolineando l’importanza dell’aumento ponderale, necessario al fine di garantire la salute e un corretto sviluppo fetale; infatti nel caso di un mancato aumento di peso, si possono portare a travaglio prematuro, alterato sviluppo fetale intrauterino e mancato avvio dell’allattamento. Al contrario nelle donne in sovrappeso o obese vi è un aumentato rischio di anomalie congenite diabete gestazionale, tromboemolismo e aborto spontaneo.
E’ importante quindi dedicare particolare cura alla scelta della tipologia e quantità degli alimenti, includendo tutti i gruppi alimentari come pane, pasta, carne, pesce, latte e derivati, uova e legumi. Durante la gravidanza è importante inoltre escludere alimenti che costituiscono probabili vettori di infezione come la salmonellosi (uova crude o poco cotte derivati, carne poco cotta soprattutto il pollo), la listeriosi (latte crudo, patè), la toxoplasmosi (importante consumare la carne ben cotta e lavare con cura le verdure crude), quindi è meglio preferire alimenti con basso rischio batteriologico, riservando estrema cura durante la cottura e la preparazione dei pasti.
Prediligere inoltre cibi che rappresentano ottime fonti di ferro (carne e pesce in particolare); è buona abitudine limitare il consumo di caffè a circa 2 tazzine (200 mg al giorno).
-evitare consumo di pesce di grande taglia, che possono costituire una fonte di metil mercurio il quale provoca danni nel feto. Preferire salmone o sardine (2 volte a settimana) per un buon apporto di grassi e pesce bianco ( ad esempio il merluzzo).
-non consumare bevande alcoliche, interrompere l’abitudine di fumare ed evitare eventuale esposizione passiva al fumo.
Quindi in conclusione la scelta accurata di cibi di qualità, ricchi di nutrienti e adottare i giusti comportamenti alimentari, sono fondamentali per salvaguardare il benessere materno e del bambino sia a breve che a lungo termine (Draga et A1, 2014).
Dott.ssa Seghetti Elisa
(collaboratrice di KeysOn per questo articolo)
e Natalia Cori
BIBLIOGRAFIA
1) Draga Plecas et A1. Nutrition in pregnancy: basi principled and recommandations. Serbian Archieves of Medicine. 2014,142 (1-2): 125-130
2) Milman, N. Iron and pregnancy- a delicate balance. Ann Hematol 85,559 (2006).
3) Andrea N. Hacker, Ellen B Fung, Janet C King, Role of calcium during pregnancy: maternal and fetal needs, Nutrition Reviews, Volume 70; Issue 7, 1 July 2012, Pages 397-409



