La dieta non va intesa come privazione, o sacrificio…
ma come un modo di “pensare” che se abbinata anche a pratiche sportive o ricreative restituisce salute e benessere. Il cibo influenza non solo il nostro aspetto fisico ma anche la nostra energia e il nostro stato d’animo.
Un’alimentazione sana e equilibrata costituisce la ricetta della buona salute, non riduce solo il potenziale rischio a malattie ma genera senso di benessere, sia dal punto di vista fisico che mentale.
Si tratta di trasferire piccole regole che devono entrare nel quotidiano di ogni nostro paziente e andrebbero poi adottate per il resto della vita. Quindi ci mettiamo a dieta una settimana, un mese…o meglio ancora, tutta la vita. Possiamo trasferire un concetto che va oltre l’alimentazione, le quantità e la tipologia di cibo.
Ad esempio l’idratazione è fondamentale durante la giornata, una condizione indispensabile per la salute e il benessere dell’organismo, considerando che l’acqua rappresenta circa dal 55% al 70% del peso corporeo.
Meglio essere dei consumatori attenti e cercare di rispettare la stagionalità. Orientiamo pertanto i nostri assistiti verso l’acquisto di vegetali locali o bio. È importante ricordare che le verdure non devono essere cotte a lungo se si vogliono preservare le proprietà organolettiche.
Dieta e stile di vita: cosa tenere in dispensa?
In dispensa andrebbero tenuti solo alimenti e bevande adatti a un’alimentazione equilibrata, evitando il più possibile alimenti ultra-processati.
L’ideale sarebbe fare la spesa seguendo una lista scritta prima di recarsi al supermercato; per evitare acquisti impulsivi e cibo spazzatura.
È Importante comunicare loro di essere sempre attivi, sfruttare il weekend per andare in bici o fare una lunga passeggiata all’aria aperta. Lo sport contribuisce a mantenere e migliorare il benessere psicofisico, a ridurre ansia, stress, depressione…
Seguiamo i nostri pazienti in un vero e proprio cammino, per un percorso di consapevolezza e alimentazione personalizzata.
Tutto ciò può essere attuato in più fasi durante le visite di controllo:
1. Fase: Partire da un piano alimentare mirato, a menù giornaliero in cui il paziente troverà indicato cosa assumere in ogni pasto, con la relativa quantità assegnata per alimento.
2. Fase: Offriamo una gestione più varia dei pasti, con diverse alternative per ogni alimento.
3. Fase: Rappresenta sicuramente la fase più importante e delicata, per far sì che i risultati raggiunti non vengano vanificati… Presentiamo una dieta alimentare secondo un sistema a frequenze, questo permette di stabilire le ripetitività settimanali dalle categorie alimentari. Il paziente potrà scegliere da un elenco quale alimento assumere e decidere in quale giorno consumarlo, in base alle frequenze assegnate. Infatti, avrà a sua disposizione una tabella dove poter segnare ogni pasto consumato, numericamente, questo permetterà ai nostri assistiti di autogestirsi e di essere più liberi.
È proprio in questa fase che il paziente imparerà a fare ogni giorno scelte consapevoli ed equilibrate per seguire una corretta dieta adatta al suo reale fabbisogno e alle sue vere esigenze.
Completato il percorso di educazione verso la stabilizzazione degli obiettivi e soltanto quando questo ultimo passo è portato a termine possiamo ritenerci soddisfatti, perché è qui che creiamo con loro un rapporto di fiducia, i quali parleranno di noi, ci consiglieranno, ci pubblicizzeranno ad amici, parenti, conoscenti… facendo aumentare di conseguenza il numero dei nostri pazienti e delle nostre visite.
Quali sono le iniziative in atto in Italia per promuovere un’alimentazione sana?
• Il programma italiano di Guadagnare salute si collega alla strategia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche e degenerative molto diffuse attraverso la promozione di comportamenti e stili di vita salutari.
• Tra le iniziative più interessanti “Poco sale per…Guadagnare Salute” ha come obiettivo la promozione di un’alimentazione povera di sale.
• Progetto Cuore: ridurre sale e sodio per prevenire le malattie cardiovascolari: Il sale da cucina contiene sodio che favorisce l’aumento della pressione, principale causa di infarto e ictus. Secondo l’Oms, infatti, ogni giorno non bisognerebbe consumare più di 5 grammi di sale da cucina, che corrispondono a circa 2 grammi di sodio. Attraverso l’alimentazione, un italiano introduce nel proprio organismo in media 10 grammi di sale ogni giorno, in totale fra quello normalmente contenuto negli alimenti e quello aggiunto. Diminuire questa quantità può aiutare a mantenere la pressione arteriosa a livelli ottimali e, quindi, a ridurre il rischio di infarto e ictus. Sul sito del Progetto Cuore è presente una nuova sezione dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso la riduzione del consumo quotidiano di sale.
• Infine a partire dal 2009 il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha aderito al programma comunitario “Frutta nelle scuole”, distribuendo frutta per la merenda ai bambini della scuola primaria. Accanto ai progetti coordinati a livello nazionale sono in atto numerose iniziative a livello locale.
• “Forchetta e scarpetta”: i materiali interattivi, realizzati nel 2010 da ministero della Salute, ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Istituto superiore di sanità e Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, sono pensati per gli insegnanti e i bambini della scuola primaria e mirano all’educazione e alla sensibilizzazione sul tema del benessere dell’alimentazione equilibrata e del movimento.
Se andiamo ad analizzare la parola “dieta” nel suo significato essa deriva dal termine latino diaeta, derivato a sua volta dal termine greco δίαιτα, dìaita, «stile di vita».
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